Cesena Triathlon

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24 aprile 2018
Cesena Triathlon alla Race Accross Italy 2018
La Race Across Italy, giunta alla sesta edizione, è una gara di ultracycling non stop con partenza da Silvi Marina (TE) il prossimo 28 Aprile 2018.
Si tratta di una doppia Tirreno-Adriatico che attraversa tre regioni del centro Italia tagliando per ben due volte l’ Appennino e toccando i due mari per un totale di 775km e circa 10.000mt di dislivello. La scia fra atleti è vietata da regolamento. Ogni atleta in gara sarà accompagnato da un team di supporto che lo seguirà con una auto per dare le indicazioni stradali da seguire, per i rifornimenti e per l’eventuale assistenza tecnica.

Quest’anno anche il Cesena Triathlon sarà ben rappresentato in questa gara di ultracycling, che mette a disposizione qualifiche per la famosa e prestigiosa (oltre che massacrante!!) Race Accross America, con i suoi quasi 5000km e 50.000mt di dislivello complessivo dalla California al Maryland. In gara con i colori nero-magenta ci sarà infatti il nostro Claudio Minotti, atleta che ha al suo attivo numerose ultramaratone podistiche, randonnée ciclistiche e triathlon ironman.

Lo abbiamo incontrato per fargli alcune domande a meno di una settimana dalla partenza.

Ciao Claudio, come stai?

Sto bene. Fisicamente mi sento molto molto bene. Sono consapevolmente preoccupato perché ho già fatto gare di oltre 30 ore per cui so bene a cosa vado incontro, però sono anche motivato, deciso e impaziente di mettere in campo tutto quello che ho fatto assieme al mio coach Riccardo Bedei durante gli allenamenti di questi mesi.


Come ci si allena per una gara di questo tipo, dove un atleta deve pedalare senza sosta giorno e notte per almeno 35-40 ore consecutive?

E’ necessario allenare diversi aspetti senza tralasciare nulla.

La parte atletica è sicuramente importante, ma sono altrettanto importanti anche gli aspetti nutrizionali e psicologici.
Nella parte atletica sono stato seguito dal nostro coach Riccardo Bedei e in questi mesi abbiamo fatto tante ripetute per sviluppare la forza e la velocità, ma anche tanto tanto fondo lento con una uscita a settimana lunga fino a 7-8-10 ore.

Bisogna poi allenare anche la parte psicologica e quindi abituare il fisico e la mente a fare allenamenti in notturna, da soli (la gara è no draft) e in qualsiasi condizioni metereologica come caldo, freddo, pioggia e vento. Sono capitate mattine che quando mi dovevo allenare pioveva anche forte ma sono uscito ugualmente in strada perché poi durante la gara può succedere di tutto e bisogna essere pronti. Insomma… bisogna allenarsi un po' a tutto.



Quali saranno le difficoltà maggiori che hai messo in preventivo?

Oltre alla fatica muscolare che è un aspetto ovvio vista la grande distanza che dovrò andare a percorrere, la mia esperienza passata in gare di ultra endurance mi porta a temere soprattutto la tenuta da un punto di vista di stomaco, quindi nausea e difficoltà a ingerire alimenti solidi e bevande. L’alimentazione sarà sicuramente un aspetto fondamentale e se lo stomaco funziona come deve funzionare si risolvono anche tanti altri problemi.

Poi il clima. Ci possono essere temperature alte durante il giorno, cosi come anche molto freddo di notte perché in mezzo all’appennino, di notte, è facile che a fine aprile ci siano pochi gradi sopra lo zero e se devi fare una discesa di 15-20km il freddo può dare fastidio e creare problemi.

Il sonno probabilmente sopraggiungerà quasi sicuramente al sorgere del sole all’alba di domenica dopo tutta la notte passata a pedalare. Bisognerà sicuramente vincere il sonno e la stanchezza specialmente in quel momento della gara.

E poi anche qualche dolore fisico (schiena, sella, ginocchia,…) si deve mettere in conto per forza di cose.



Hai programmato un piano di alimentazione particolare da seguire durante la gara?

L’alimentazione è fondamentale per evitare altri problemi come cali di performance, problemi di stomaco ma anche aspetti psicologici, perché quando vai giù di zuccheri diventa tutto più complicato.
La mia alimentazione sarà principalmente a base di carboidrati, quindi gel in borraccia allungati con acqua, aminoacidi e sali minerali.
Poi in una gara così lunga ci vogliono anche cibi solidi per cui mi preparerò panini con philadelphia e prosciutto cotto, philadelphia e salmone, marmellata per togliersi qualche sfizio. E poi non deve mancare qualche asso nella manica: a me per esempio piacciono i Ringo e quindi me li terrò di scorta per i momenti più difficili nel caso in cui non mi andasse più niente.
Assieme al mio coach Riccardo Bedei abbiamo calcolato di fare le prime 15-20 ore seguendo una alimentazione ben precisa. Poi se tutto andrà bene si continuerà con quel piano alimentare, altrimenti si dovrà andrà un po' più a braccio.


Sono già previsti momenti di sosta/riposo oppure prenderai decisioni sul momento in base alla tua condizione fisica?

Durante gli allenamenti ho visto che sarà utilissimo fare soste brevi da 3-4 minuti ogni 2-3 ore per i bisogni fisiologici, bere o mangiare qualcosa con calma, cambiarsi una maglia o infilarsi un giubbotto prima di una discesa. Poi con il passare del tempo può essere che diventino necessarie soste di qualche minuto in più.
Ho preventivato di mangiare principalmente durante le salite dove la velocità si abbassa e quindi si possono staccare un po' le mani dal manubrio, cosa che invece non si può fare nelle discese dove si può guadagnare qualcosa.
E poi bisogna avere anche l’intelligenza di fare, se necessario, soste anche un po' più lunghe da 15-20 minuti perché in caso di bisogno, una sosta più lunga può fare la differenza fra il finire e il non finire la gara.



Da chi sarà composto il tuo team di supporto? Ti hanno seguito anche durante questi mesi di allenamento?

Ho indubbiamente il top dei team di supporto per questo tipo di gare!
Alfiero Tassinari (anche lui tesserato Cesena Triathlon), finisher della Race Accross America, della Parigi-Brest, della Nove Colli Running, della 100km del Passatore e di due triathlon Ironman. E’ un guidatore instancabile e non avrà di certo problemi a guidare l’auto per 30-40 ore consecutive.
Sabrina Bianchi, finisher alla RAAM e di tante altre ultra cycling. Sicuramente una bravissima assistente.
Paolo Bronzetti, finisher in diverse ultra cycling fra cui la 1001 miglia e la Parigi-Brest. Bravissimo navigatore e bravissimo meccanico.
Infine Sabrina Zandoli, anche lei finisher di tante ultra cycling e con un sacco di pazienza.

La loro esperienza sarà fondamentale, specialmente quando il mio cervello inizierà a perdere colpi: sanno quando dirti una parola o quando è meglio non dire niente, sanno quando darti da mangiare, sanno cosa darti da mangiare, sanno insistere gentilmente quando non vuoi mangiare… insomma… sanno come assistermi al meglio. Ma sono sicuro che sapranno anche essere cattivi quando servirà!

Sono convinto che un team valido valga la metà della gara. L’atleta deve sicuramente fare fatica, ma quando hai un team che ti dice “tu non devi preoccuparti di nulla e devi pensare solo a fare la gara perchè a tutto il resto pensiamo noi” si parte sicuramente con una bella tranquillità.


Ultima domanda: stai per caso facendo un pensierino anche alla Race Accross America?

Per qualificarsi bisogna finire sotto alle 37 ore. Io ci provo sicuramente. L’obiettivo è quello delle 34 ore che è abbastanza ambizioso, ma non impossibile… ma la RAAM non ho nessuna intenzione di farla. Nessuna!

[e sorride…]